#142
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“Mia moglie ed io ci siamo conosciuti sul lavoro. E conquistati vicendevolmente litigando con devozione ogni giorno su ogni argomento possibile. Da allora non abbiamo più smesso. Abbiamo litigato anche stamattina, per decidere chi dei due potesse godere il privilegio d’indossare questa meravigliosa cappa. Oggi ho vinto io. E’ per la mia eleganza che mi avete fermato, eh? Quanto rosicherà lei!” ************************** “My wife and I met at work. We quarreled everyday. Every hour. About every subject. This was true love! Since then we never stopped, to love each other and to quarrel. We quarreled this morning too. I wanted to wear this beautiful cape. She wanted too. I won it! You chose me for my elegance, did you? She will be so envious. I love it!” Read more!
Humans – Torino
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Sergio Sasso e Jane Pancrazia Cole. Un fotografo e una blogger. Due grandi appassionati di Humans of New York, la pagina che ogni giorno regala i ritratti dei cittadini della grande mela. Talmente appassionati da voler sviluppare un progetto simile: la mappatura della varia umanità torinese. Seguiteci qui o sulla pagina Facebook. Sergio Sasso and Jane Cole Pancrazia. A photographer and a blogger. Two big fans of Humans of New York. We want to develop a similar project: mapping the human variety of Turin. Follow us here or on Facebook! Read more!
#141
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L’Alpino e la sua Signora. Rodolfo e Giliana. “Ci siamo conosciuti al Salone della Montagna. All’inizio lui non mi piaceva. Mi ha conquistata a poco a poco. Qualche mese per il primo bacio. E due anni di fidanzamento prima di sposarci. Ormai stiamo assieme da cinquant’anni. Una vita” e si stringe al suo braccio. “Il miglior pregio?” chiedo a entrambi. “E’ molto paziente”, risponde lei. “Mi sa guidare”, risponde lui, e si appoggia alla sua spalla. The Alpine and his Wife. Rodolfo and Giliana. “We met at the Mountain Fair. It wasn’t love at first sight. He won me over step by step. He waited few months for the first kiss. And then we married after two years. We are together for fifty years now. A life”. And she squeezes his arm. “What’s the best quality?” I ask to them. “He’s very patient” “She knows how to drive me”. And he leans to her shoulder. Read more!
#140
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“Ho una sorella più grande e un fratello più piccolo. Sono la figlia indipendente in mezzo a due viziati e coccolati. Sono uscita presto da casa, a poco più di vent’anni, e non è stata una sorpresa per nessuno. Ho sempre avuto un’inclinazione alla ‘fuga’, fin da ragazzina. Come quella volta che, a sedici anni, scappai dalle vacanze per tornare a Torino. Ero in ferie con i miei, eravamo stati prima a un matrimonio a Napoli e poi dalla nonna in Puglia. Stavamo in giro da quasi un mese e io non ne potevo più. Mi mancava il mio fidanzatino dell’epoca e volevo tornare a casa. I miei però si rifiutavano di darmi il permesso di partire. Non volevano che affrontassi il viaggio in treno da sola. Glielo chiesi parecchie volte. E, all’ennesimo ‘no’, decisi di partire comunque. Mi svegliai presto la mattina, riempii due buste di plastica di vestiti, e lasciai un biglietto strappacuore. Non ricordo le parole precise, scrissi qualcosa tipo ‘ve l’avevo detto’, ‘vi avevo avvertito’ o ‘ve la siete cercata’. Detta così sembra una cosa da nulla ma, all’epoca, fu un vero e proprio ‘scandalo’ in famiglia. I miei ancora si ricordano quelle vacanze. E anch’io, […] Read more!
#139
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Trovano la lampada di Aladino ma, che sfortuna, sono in tre. Gli tocca un solo desiderio a testa. “Essere senza pensieri” risponde uno. “Un viaggio in Australia” sceglie l’altro. “Non lo so …” tentenna lei. “…” ancora. “…” ancora. “…” e ancora. Poi, finalmente: “… ce l’ho! Il posto di ruolo!” Certi desideri sono difficili da raggiungere anche solo con il pensiero. Grandi, lontani, e con il peso specifico della svolta. ***************** They found Aladin’s lamp. And they have only one wish for each. “No more worries. Forever” “A holiday in Australia” “I don’t know…” she said. And we wait, and wait, and wait. “Ok! I found it: a permanent job!” There are wishes simple but big. Read more!
#138
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Subisci delle ingiustizie, il lavoro che ami non ti dà le soddisfazioni che meriteresti, ma poi un muso così entra nella tua vita. Pasticcione, disobbediente, esagitato, ma meglio di qualsiasi antidepressivo. Read more!
#137
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“Una tua passione?” “Una sola? Io sono euforica di mio su tutto!” “What’s your passion?” “Just one? I love so many things!” Read more!
#136
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“Ho lasciato la scuola a undici anni e ho subito cominciato a lavorare. Prima sono stato il tuttofare in un negozio di mobili e biciclette, poi ho iniziato a consegnare il pane. Con il sole o con la neve pedalavo per le strade, portando pagnotte a negozi e privati. Con gli anni sono passato al forno. Ho imparato il mestiere e, dopo essermi sposato, ho messo su un’attività con mia moglie. Lei stava in negozio e io preparavo il pane. Abbiamo lavorato tanto ma siamo stati anche fortunati. Ora abbiamo una bella casa e due figlie grandi ma, purtroppo, niente nipotini. Per fortuna ogni dicembre ricomincia la magia. I piccoli mi chiedono i regali, mi tirano la barba, e danno pacche sulla pancia. Nel frattempo le renne mi aspettano sul tetto per evitare il traffico. Faccio parecchi km in poche ore, ma ne vale sempre la pena.” Read more!
#135
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Una coppia di Lione: “Torino è una città piena di vita, gente e bellezza” A couple from Lyon: “Turin is a city full of life, people and beauty” Read more!
#134
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Artista di strada. Giocoliere, equilibrista, pagliaccio. “Sogno di poter fare uno spettacolo portandomi dietro solo una valigia leggerissima. Pochi strumenti, poche parole, e la mia arte in giro per il mondo”. Street performer. Juggler, acrobat, clown. “My dream is to travel with a little luggage. To travel with few instruments, few words, and my show around the world” Read more!
#133
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L’importante non è avere tutto in testa ma sapere dove andare a trovarlo (cit. “Il libro selvaggio”, di Juan Villoro, Salani 2010.) It’s not important to have everything in your head. It’s important to know where to find everything. Read more!
#132
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Il venditore di soldatini: “Questa passione si sviluppa nei ragazzi intorno agli 11-12 anni. Entrano per la prima volta in un negozio come questo e ne rimangono affascinati. Passano qua anni a dipingere, ordinare e giocare. Poi scoprono le ragazze e scompaiono. Tornano verso i 20 anni, spesso con una fidanzata paziente al seguito, e il gioco ricomincia” Toy soldiers: “This passion is typical of young boys, 11-12 years old. They find a shop like this and it’s love at first sight. They spend years here to paint and play. Then they discover girls and disappear. They come back when are 20 years old, with a patient girlfriend, and the Game restarts” Read more!
#131
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“Vivo in provincia ma vengo sempre in città per visitare musei e mostre. Il Comune, però, dovrebbe impegnarsi di più, organizzare eventi, aumentare le iniziative in tutti i campi. Dopo le Olimpiadi Torino ha ripreso a poco a poco a spegnersi. E’ un vero peccato” “I live in the province, but I come to the city to visit museums and exhibitions. The Council should organize more events in every fields: culture, music, sports. Since the end of the Winter Games (2006), Turin is back to being less bustling. That’s a shame!” Read more!
#130
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Tre passioni: lo spettacolo, le donne, i viaggi. “La cosa più bella è vedere, anzi sentire, il pubblico felice. Percepire l’energia positiva della gente che si sta divertendo. Mi occupo di animazione nei villaggi, teatro e improvvisazione. Mi piace tutto, non potrei scegliere una cosa sola tra queste. Non vorrei. Il mio lavoro è come una grande torta: ne mangio sempre una fetta diversa” “Le donne sono imprevedibili, impossibili da gestire e da capire. In questo sta il loro bello. Un primo incontro è come una prima sul palco: non si possono fare previsioni.” “Un viaggio è un’avventura nella conoscenza di se stessi e degli altri. Ogni nuovo posto visitato ti apre di più la mente” ***************************** Three passions: performing arts, women, travelling. “The most beautiful thing is the audience happiness. I like to feel the positive energy of the people. I deal with entertainment, theater and improvisation. I couldn’t choose only one thing. I wouldn’t. My job is like a cake: I eat a different slice every time” “Women are unpredictable, impossible to manage and to understand. They are so charming! A first meeting is like a premiere: you can’t know how will go” “A trip is an adventure […] Read more!
#129
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“Studio filosofia e sogno di diventare un giornalista esperto di cinema” “Uno dei ricordi più belli? Il primo incontro con la mia ragazza” “Il mio migliore amico si chiama Lorenzo, studia ingegneria ma ama la filosofia, come me. Ci conosciamo fin dalle elementari, quando passavamo l’intervallo a camminare e parlare” “I study philosophy. My dream is to become a journalist, a cinema critic” “My best memory? The first meeting with my girlfriend” “My best friend is Lorenzo. He studies engineering but he loves philosophy. We met at the elementary school, where we loved to walk and talk during the interval” Read more!
#128
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“Come vi siete conosciuti?” “Passeggiando. Trentadue anni fa. Il 2 Novembre. Lungo la via che portava al cimitero” Il cuore ha “strade” che la ragione non conosce. “Tell me about your first meeting” “It was 32 years ago. The second of November. Along the road leading to the cemetery” The heart has its “ways”, which reason does not know. Read more!
#127
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“Come ti vedi fra 5 anni?” “Nella legione straniera” “What will you do in 5 years time?” “I’ll join French Foreign Legion” Read more!
#126
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La pioggia. I portici. La musica. La bella musica. Poi arriva Lui: il Benefattore anonimo e un poco pazzo. Cammina spedito, infila una mano in tasca e lancia in aria una manciata di monetine tintinnanti. Una grossa manciata di monetine tintinnanti. Stupore. Meraviglia. E una storia da raccontare. ************************** Rain. Arcade. Music. Good music. And then He comes: the anonymous Benefactor. Anonymous and a little bit crazy. He walks fast. He puts his hand in his pocket. He throws in the air a handful of coins jingling. A big handful of coins jingling. Amazement. Wonder. And a new story to tell. Read more!
#125
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L’umanità del cabaret. E’ nato a Filadelfia, ma ha lasciato la propria città natale a 19 anni. E poi? E poi in giro per gli Stati Uniti, in giro per l’Europa, nuovamente in giro per gli Stati Uniti, nuovamente in giro per l’Europa. Francia. Irlanda. Milano. Parigi. Bruxelles. E infine… E infine…Torino. “Perché ti sei fermato qui?” “Perché questa città ha tantissimo da offrire nell’ambito dell’arte, della creatività e dello spettacolo. A Milano, per esempio, o c’è la Scala o i centri sociali. Non esiste una via di mezzo. A Torino questa via di mezzo esiste. Eccome. Ed è ricca e sempre in fermento” *************** Humans Cabaret. He was born in Philadelphia. And he left his city when he was 19 years old. And then? And then he traveled. U.S.A. Europe. U.S.A. Europe. France, Ireland, Milan, Paris, Bruxelles, and… And Turin. “Why do you decided to stay here?” “Because this city is full of art and creativity. In Milan, for example, there is Scala theater or community centers. Nothing in the middle. In Turin there is a world in the middle. A world rich and alive” Read more!
#124
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L’umanità del cabaret. “Ho iniziato a fare il monologhista quando ho capito di aver qualcosa da dire. Io guardo le cose dall’esterno e ne colgo i paradossi. Racconto questo diverso punto di vista agli altri. Senza filtri o reticenze. Non do lezioni, sta a chi mi ascolta decidere se condivide o meno” ***************** Humans Cabaret. “I became a stand up comedian because I had something to tell. I look at the world from the outside and I find the paradoxes. I explain my different point of view. No filters. No hesitation. I don’t give lessons. The audience decides if it’s agree or not” Read more!
#123
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“Mi alleno per il mio corso di fotografia” “Qual è il tuo sogno?” “Fotografare tutto il mondo!” “I’m training for my photography course” “What’s your dream?” “Make photos all around the world!” Read more!
#122
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“Sono a Torino per lavoro da un paio di mesi” “Cosa ti piace di più di questa città?” “I monti. Quando il cielo è limpido, tra i palazzi o al fondo delle strade, si vedono le montagne. E’ un vero spettacolo!” “I’m in Turin for work” “What do you like the most about the city?” “Mountains. When the sky is blue, between buildings or at the end of the streets, you can see the mountains. What a show!” Read more!
#121
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Una pensionata. “Le manca il lavoro?” “Assolutamente no” “E cosa fa adesso col suo tempo libero?” “Tutto quello che non ho avuto tempo di fare prima” “Ad esempio?” “Volontariato in una biblioteca” “E poi?” “E poi mi godo la mia città. Sono appena uscita da una visita guidata al Museo Egizio” A retired. “Do you miss your job?” “Absolutely not!” “What do you do with your free time now?” “The things that I couldn’t do when I worked” “For example?” “I’m volunteer in a library” “And?” “And I discover my city. I was at the Egyptian Museum five minutes ago” Read more!
#120
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Un calciatore. Appena arrivato da Madrid. “Giocherò nel Chieri” “Qual è il tuo sogno?” “L’Atletico Madrid” A football player. He’s just arrived from Madrid. “I play for Chieri football club” “What’s your dream?” “Atletico Madrid” Read more!
#119
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“Hai la lampada di Aladino: quali sono i tuoi tre desideri?” “Trovare lavoro subito dopo la laurea. La guarigione di mia madre. E un po’ più di positività in giro” “Tu sei una persona positiva?” “Sì, accipicchia, da sempre. La mia vita non è mai stata una passeggiata. Ho dovuto affrontare diverse cose, come la malattia di mia madre o la perdita di mio fratello. Ed è proprio grazie alla mia esperienza personale che lo posso dire con sicurezza: più le cose si fanno difficili, più mantenere il sorriso ti aiuta ad andare avanti, a non mollare. Dovrebbero impararlo tutti!” “If you had Aladdin’s lamp and 3 wishes, what would you wish for?” “A job after the graduation. My mom’s healing. More positive attitude around the world” “Are you a positive person?” “Yes, I am. My life isn’t easy. My mom is sick and I lost my brother. I know what i speak: more the times are difficult, more your smile is important. Everybody have to learn this lesson!” Read more!
#118
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“Il teatro è distrutto perché la realtà è diventata farsa. L’informazione usa la fiction per rappresentare una politica normale, una società normale che però non esistono più. La gente capisce ma non comprende. Capisce l’inganno ma non comprende la sua profondità. Se comprendesse si cagherebbe addosso dalla paura. Noi, con la nostra rappresentazione, cerchiamo di abbattere il muro della farsa” Read more!
#117
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“A cosa ti serve questo cartone?” “Per il trasloco: vado a vivere da sola” Prossima stazione: Indipendenza. “What’s this box for?” “I’m moving. I’m going to live alone” Next station: Indipendence. Read more!
#116
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“La cosa più bella di Seul?” “Le mie amiche. Mi mancano tantissimo!” “What’s the most beautiful thing in Seoul?” “My friends. I miss them very much!” Read more!
#115
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“Uno dei tuoi ricordi più belli?” “Il momento in cui ho saputo che sarei venuto a fare il servizio civile a Torino. Che questo mio sogno si avverava. Che cominciavo una nuova vita. Spero che da questa esperienza derivino tante altre cose belle” “What’s your favorite memory?” “When I was chosen for the community service in library . To live in Turin. My dream. A new life. I hope that this experience will be the first of many others” Read more!
#114
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“Come ti vedi fra 10 anni?” “A fare la parrucchiera in un salone” “Il tuo salone?” “No, meglio di no” Read more!
#113
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“Sono volata in Australia con l’idea di starci un paio di mesi. Che poi sono diventati un paio d’anni. Sono passata per la Scozia. E, infine, sbarcata in Andalusia. Proprio in Spagna ho deciso di fare un corso di formazione per insegnanti di yoga. E’ nato come un lavoro su me stessa, ma poi è diventato un lavoro vero e proprio, ed è questo che faccio ora per vivere: l’insegnante di yoga a Torino” Read more!
#112
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“Sono una ballerina. Uso il teatro danza come esorcizzazione dei miei demoni. In realtà ritengo che lo facciano tutti: ogni atto scenico è un’esorcizzazione, una liberazione, un percorso verso la guarigione. In questo periodo sto dirigendo un progetto molto interessante a Boves, in provincia di Cuneo. Lavoro con i più anziani del paese per affiancare l’atto creativo alla tradizione, per creare uno spettacolo e un video in cui siano loro i protagonisti. La memoria non va persa e gli anziani sono dei preziosi custodi.” Read more!
#111
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Università appena finita. Laurea in biologia. Ricerca di un lavoro. “Fra cinque anni? Non riesco proprio a immaginarmi fra 5 anni. E’ un periodo storico e umano un po’ così: si vive alla giornata. Si sopravvive” Read more!
#110
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“Sono arrivato da Santo Domingo 10 anni fa. I primi quattro li ho vissuti da clandestino, lavorando 15 ore al giorno a due euro all’ora. Non è stato facile, delle volte mi sono sentito come uno schiavo, ma è stato giusto così. Si comprende il valore di qualcosa solo quando si fatica molto per ottenerla. Io ho faticato, ma ora ho un lavoro che mi piace, e posso offrire alla mia famiglia tutto ciò che merita. E’ stato questo il motivo per cui ho lasciato la mia terra. Garantire un futuro ai più piccoli. Grazie alla fatica e alla gente di cuore che ho incontrato lungo il mio percorso ho raggiunto il mio scopo.” Read more!
#109
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“La nostra prima scrittura l’abbiamo ottenuta da un tizio che ci aveva visto in uno spettacolo in strada. Gli siamo piaciuti, si è avvicinato e ci ha offerto una serata nel suo locale. Due giorni dopo eravamo al bar della stazione di Avigliana in mezzo a gente che ci guardava come se fossimo degli alieni. Poi, dopo quattro ore in cui abbiamo cantato, suonato e fatto i nostri sketch, il proprietario ci ha dato una pacca sulle spalle e allungato dieci euro. Son soddisfazioni! Beh, però, almeno ci abbiamo pagato la benzina del ritorno” Read more!
#108
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Un fratello maggiore con la passione per l’informatica e il sogno di buttarsi col paracadute. “Quanti anni ha tua sorella?” “Undici” “Andate d’accordo?” “Sì, insomma, ogni tanto litighiamo ma ci vogliamo bene” “Sei un fratello maggiore geloso?” “No, non ancora, ma più lei cresce e più io mi preoccupo” Read more!
#107
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Italo-brasiliano. Laureato in filosofia. Artista di strada. Sputafuoco. Giocoliere. Equilibrista. “Dopo tanti anni passati sui libri ad usare solo la testa, ho scelto un lavoro che impegnasse soprattutto il corpo.” “Il pubblico si ferma, si diverte, applaude, ma poi non paga. E’ sempre una minoranza quella che mette mano al portafoglio. Gli altri godono della tua arte, ma poi voltano le spalle e se ne vanno” “Ci sono molti artisti di strada bravi a Torino. Persone che vengono dal teatro o che hanno fatto la scuola di circo. Gente preparata. Spesso si pensa che lavoriamo in strada per ripiego, perché non siamo abbastanza bravi per fare altro, ma non è così, la nostra è una scelta. Scegliamo di metterci in gioco ogni giorno, sfidando il tempo, un pubblico che non ci conosce, e tutte le infinite sorprese che possono presentarsi” Read more!
#106
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Giovane. Giovanissima. Una passione per la psicologia e per i bambini. Una sorella poco più grande troppo apprensiva e gelosa. Tanti semplici desideri come un viaggio a Parigi e uno a Firenze. E poi una risposta che spiazza: “Come ti vedi tra dieci anni?” “Non lo so. Non mi vedo. Non riesco ad immaginarmi. Spero solo di stare bene” Young. So young. A passion for psychology and children. An older sister too jealous. Many little dreams, like a trip to Paris and an other to Florence. And then a surprising answer: “Tell me about you in ten years” “I have no idea. I can’t imagine my future. I hope to be healthy” Read more!
#105
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“Qual è il tuo nome?” “Antigone” “Parlami della tua famiglia” “E’ complicato” “Meglio” “Mio padre e mia madre si sono molto amati, fino a quando non hanno scoperto la verità” “Ossia?” “Di essere madre e figlio” “Com’è possibile?” “Io nasco da Edipo, colui che uccise il padre e giacque con la madre. La nostra stirpe è maledetta. Io amo, non riamata, mio fratello. Egli ama, non riamato, nostra sorella. La nostra stirpe è maledetta. Noi siamo dolore e tragedia” Read more!
#104
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@viacesarebattisti La chiamavano bocca di rosa metteva l’amore, metteva l’amore, la chiamavano bocca di rosa metteva l’amore sopra ogni cosa. “Bocca di rosa” Fabrizio De Andrè Read more!
#103
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“Se non avessi fatto l’avvocato, cosa avresti fatto nella vita?” “Lo scrittore” “E che tipo di storie avresti raccontato?” “Quelle di persone normali” “If you had a second life what would you be?” “A writer” “What kind of stories would you write?” “Stories of normal people” Read more!
#102
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“Anni fa vidi ballare un gruppo di persone davanti alla cattedrale di Valencia. La musica era trascinante e queste si divertivano come pazze. Chiesi cosa fosse e mi risposero ‘lindy hop’. Da allora, alle mie numerose passioni, si è aggiunta anche questa. Ritmo, allegria, voglia di vivere. I passi standard ci sono ma si possono abbinare in maniera sempre diversa, si può improvvisare, si può giocare con la musica e con il partner” ***************************************** “A few years ago I saw a group of people to dance in front of the Cathedral of Valencia. The music was enthralling and they were having so much fun! I asked what kind of dance was and they answered ‘Lindy hop’. From then I have this new passion. Rithm, joy, joie de vivre. There are standard steps, but you can improv. You can play with the music and the partner” Read more!
#101
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Il primo giorno di scuola. Un’esperienza per la vita. Una grande passione. “Mi ricordo la cartella. Scelta da me. Con tante bolle colorate. Era di cartone. Durò pochissimo” “Ho fatto l’Erasmus a Leeds. Mi ha lasciato l’indipendenza, l’apertura mentale, molte amicizie e dei ricordi indelebili” “Adoro la bici. Mi piace talmente tanto che, con l’associazione Bike Pride, m’impegno per la promozione di questo mezzo di trasporto e per i diritti di tutti i ciclisti che si muovono in città” *************************** The first day of school. An important experience. A great passion. “I remember my schoolbag. I chose it, with many coloured balls. It was made of cardboard and broke down soon” “I was an Erasmus student in Leeds. This gave me indipendence, open mind, many friends and unforgettable memories” “I like bicycle. I love it so much that, with the Bike Pride association, I work for the promotion of this transport and the rights of city bicyclists” Read more!
#100
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“Ho due figlie: una di quattro e una di un anno. Diventare padre è stata un’esperienza cercata e desiderata, molto bella fin dal primo minuto. Anzi, a ripensarci ora, avrei dovuto farlo prima. Avere dei figli t’impegna molto fisicamente e psicologicamente,è meglio non farli quando si è troppo in là con gli anni. Adesso che loro sono piccole il mio ruolo è pesante dal punto di vista fisico, perché hanno continuamente bisogno di qualcuno che si occupi di ogni cosa. Ma fra dieci anni sarà molto più stressante. Dovrò riuscire a non essere invadente ma, comunque, partecipe del loro diventare adulte. Sarà una sfida.” ******************** “I’ve two daughters: one is 4 years old and one is 2 years old. My fatherhood was a conscious choice, a beautiful experience from the very beginning. I have only one regret: I should became father before! Having children is stressful physically and mentally. So, it’s better become a parent when you are young and strong. Now my role is physically heavy, my children need me 24/7. But in 10 years my role will be more stressful. I’ll try to be not intrusive, but sympathetic to their growing. It will be a challenge” Read more!
#99
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“Ho fatto l’insegnante di asilo nido. Poi le mie cape mi hanno accusata di essere un’insurrezionalista e mi hanno licenziata. Allora ho provato di tutto, tra cui la segretaria e l’OSS. Adesso, dopo anni, sono tornata all’asilo nido. E’ come se questo lavoro mi avesse richiamata. Una serie di coincidenze si sono messe in moto perché io tornassi alle origini. Finalmente è chiaro: è questo quello che devo fare, è questa la mia strada” “I was daycare teacher. Then, my bosses said that I was insurrectionist and they dismissed me. So I tried many different jobs, from secretariat to healthcare work. And now, many years later, I return to the daycare. It’s like this job called me back! Many coincidences made possible this return to the origins. Finally I’m sure: this is what I have to do, this is my way” Read more!
#98
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Una serata difficile in cui nessuno sembra voler parlare con noi. Poi troviamo lui. E’ appena arrivato da Madrid. Ha lasciato le valigie in albergo e si è precipitato fuori a guardare la città. Un record. Non avevamo mai trovato nessuno che fosse Human (in) Torino da così poco. Benvenuto! A difficult night. Nobody wants to speak with us. But then we find him. He’s just arrived from Madrid. He left luggage in hotel and he run out to have his first look at the city. This is a record. A super fresh Human (in) Turin! Welcome! Read more!
#97
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“Parlami della tua famiglia” “La mia famiglia a Torino è Virgilio. E’ la prima volta che lo dico ad alta voce. E’ il mio compagno e abbiamo deciso che ci sposeremo” annuncia mostrando orgogliosa un anello “Congratulazioni!” “Grazie. C’è anche già una data” “Davvero? Qual è?” “23 maggio 2023” “2023? E perché?” “Perché ci amiamo. Io sono sicura che sia l’uomo giusto per me. Questo è un investimento che stiamo facendo sulla nostra vita. Fra dieci anni saremo ancora assieme e ci sposeremo. Non ho dubbi. Non abbiamo dubbi” “E nel frattempo che farete?” “Tante cose belle!” ********************* “Tell me about your family” “My family in Turin is Virgilio. It’s the first time that I say that aloud. He’s my man. We’ll marry” she says and shows proudly a ring. “Congratulations!” “Thank you! We have a date too” “Really?” “Yes! 23rd of May, 2023” “2023? Why?” “Because we love to each other. I’m sure that he’s the right man for me. We bet on our future. In 2023 we’ll be still together and we’ll marry. I have no doubt. We have no doubt” “And in the meantime what do you do?” “Many beautiful things” Read more!
#96
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“Sono venezuelano, ma ho lasciato il mio paese da molto tempo. Prima ho vissuto quasi 5 anni in Spagna e poi mi sono trasferito in Italia. Ora sono a Torino da 4 anni” “Parlaci di questi tre popoli che conosci così bene. Sono simili?” “Gli spagnoli sono diversi. Moderni e con una mentalità aperta. Mentre venezuelani e italiani si assomigliano molto, sia nel bene sia nel male. Ad esempio danno una grande importanza alla famiglia e alle radici, ma hanno anche la tendenza a farsi troppo i fatti degli altri. C’è un forte legame tra Venezuela e Italia, anche se molti di voi lo ignorano. Nel mio paese, durante gli anni ’50 e ’60, ci fu una fortissima immigrazione italiana. Talmente intensa da influenzare ed arricchire la nostra cultura e il nostro linguaggio. Il castigliano che parliamo noi è pieno di modi di dire di origine italiana. Utilizziamo espressioni come -te le suono- o -non fare finta- che in spagnolo neanche esistono. Io stesso lo ignoravo, e me ne sono accorto solo vivendo prima in Spagna e poi in Italia. Il vostro modo di parlare mi è più familiare. Incredibile, no?” “Decisamente. E cosa ne pensi di questa contaminazione?” “Mi […] Read more!
#95
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“Sono venezuelana, ma vivo in Italia da quattro anni” “Parlami del tuo paese” “Dal punto di vista naturalistico credo che sia uno dei più belli al mondo. Ma viverci non è facile. Ho scelto di partire perché da quasi 15 anni il Venezuela sta vivendo una grave crisi economica, politica e sociale. Non c’è lavoro ma, cosa più grave, non c’è più libertà” “E come ti trovi a Torino?” “Bene. Voi date importanza alla famiglia e al buon cibo, proprio come noi. Certo ci sono alcune cose della vostra mentalità che non capisco” “Tipo?” “Siete allo stesso tempo molto moderni ma anche molto chiusi” “Fammi qualche esempio” “Per voi non è un problema andare a convivere e non sposarsi. Mentre da noi, purtroppo, è ancora una scelta difficile da fare” “E in cosa siamo chiusi?” “Quella italiana è una società molto maschilista, specialmente sul lavoro. Per me è stata una sorpresa. Non piacevole. Io vengo da un paese tradizionalista, cattolico e latino. Ma certi atteggiamenti da noi fanno parte del passato. Sono ingegnere chimico e, in Venezuela, non sono mai stata trattata diversamente in quanto donna. In Italia, invece, lo vedo succedere continuamente, a me e alle mie colleghe. Qua […] Read more!
#94
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“Sono arrivata in Italia all’età di quattro anni. La considero il mio paese. Il mio posto. Questa ‘italianità’, però, rende difficile il rapporto con i miei genitori. Loro sono cresciuti in un villaggio in mezzo alla campagna cinese. Provengono da una cultura diversa, da un mondo diverso. Non riescono a comprendere ed accettare il mio modo di essere. Mi spiace. Ma rivendico il diritto di essere me stessa, di essere indipendente, e di esprimermi nel modo più mio.” ******************* “I came in Italy when I was four years old. This is my land. My place. But this ‘italianity’ makes difficult the relationship with my parents. They grew up in a little town in the middle of the chinese countryside. They come from a different culture, a different world. They can’t understand and accept my style of life. I’m sad about this. But I have the right to be and express myself. Read more!