#192
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“Siamo sotto al nuovo grattacielo di Torino. Dammi il tuo parere da architetto” “E’ un’opera interessante. Credo che rappresenti un valore aggiunto per la città” “Ami molto il tuo lavoro?” “Sì, e spero di poter continuare a farlo qua. Ho dei progetti e voglio realizzarli” Read more!
#191
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“Se trovassi la lampada di Aladino quali desideri esprimeresti?” “Chiederei un lavoro appagante, una bella famiglia e la possibilità di viaggiare” “E, senza lampada, quale di questi desideri credi che avrai realizzato fra dieci anni?” “Beh, spero almeno di riuscire a viaggiare. Altrimenti che disastro!” Read more!
#190
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“Fin dalle scuole medie ho sognato di fare -la dottoressa dei bambini- e ora, da adulta, ho reso realtà il mio sogno. Sono laureata in medicina e mi sto specializzando in pediatria. Vorrei poter lavorare sia in Italia che in Africa. Sono già stata in Uganda e in Congo. E a maggio partirò per il Senegal. Lavorare in certi contesti è una bella sfida, e arricchisce sia professionalmente sia umanamente. S’imparano molte cose e poi le si portano sempre con sé” Read more!
#189
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“Sarebbe bello che da grande non mi facesse preoccupare troppo. Una volta, quando avevo 17 anni, tornai a casa alle 4: trovai mia madre sveglia, sul divano, con una grande tazza di camomilla. Ecco, tesoro, per piacere, queste ansie qua risparmiamele” Read more!
#188
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“Sono russa. Prima vivevo in Francia, poi ho conosciuto un ragazzo di Torino, mi sono innamorata e sono venuta a stare con lui qua. Ma, purtroppo, la cosa non ha funzionato, ed ora divido l’appartamento con due coinquilini che non fanno mai le pulizie. Sono simpatici, eh, e io non sono una ossessionata dall’ordine, ma loro proprio non alzano un dito. Oggi gli ho lasciato persino un biglietto di ‘lamentele’, spero che capiscano e inizino a collaborare” “Dalla primavera mi aspetto dei cambiamenti radicali. No, non nel campo dei sentimenti, su quelli per ora ci ho messo una pietra. Ma nelle altre cose, ho bisogno di nuovi stimoli. Ne ho bisogno anche per la mia creatività, per il mio lavoro” “Io faccio la regista teatrale. Il 10 maggio debutto al Cap 10100 con un nuovo spettacolo. Venite a vederlo?” Sì! Read more!
#187
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Stay hungry, stay foolish. Nick. In viaggio di lavoro. Da San Jose, California. “Mi piace lavorare con gli italiani: sono pieni di energia, voglia di fare ed entusiasmo. Non si risparmiano” ****************** Stay hungry, stay foolish. Nick. He’s from San Jose, California. “I’m on a business trip. I love to work with italian people: they are full of energy and enthusiasm” Read more!
#186
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“Raccontami chi sei” “Sono un essere umano al servizio della comunità” “Potresti essere più chiaro?” “Un intrattenitore” “Potresti essere più preciso?” “Ora mi occupo di aprire le convention, ma per molti anni ho lavorato nei villaggi” “Hai qualche aneddoto da raccontare?” “Tanti. Troppi. Difficile sceglierne uno. Le cose più strane mi sono successe con gli ospiti famosi. Con quelli più stagionati che non riconoscevo facendo figure di merda epiche, o con quelli sulla cresta dell’onda che avevano richieste da star” “Tipo?” “Tipo quell’attrice bionda, ma il nome non te lo posso fare…” “Edddddai ti prometto che non lo scrivo” “Non posso” “Edddddai sono una brava persona, non lo scrivo” “Ok è @àèl@@àk” “Ma dai? E che voleva?” “Un Solero. Il gelato, hai presente? Eravamo su un’isoletta greca. Là il Solero neanche ce l’avevano. Ho passato ore in scooter, sotto il sole, a cercare questo maledetto gelato. Alla fine le ho portato un fac simile. Ma tu non lo scrivere il nome di lei, mi raccomando” “Tranquillo”. Read more!
#185
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“E’ una femminuccia e nascerà il 3 giugno. Ma dobbiamo ancora decidere se sarà una Giulia o una Sofia” “Non l’avevamo programmato e quando l’abbiamo scoperto è stato uno shock! Lui era preoccupato. Ma io ero proprio terrorizzata. I nonni invece sono stati felicissimi dal primo secondo” “Una volta nata non vediamo l’ora di poter restare da soli. Noi tre. La nostra famiglia. Sarà un momento speciale” Read more!
#184
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Vent’anni fa, durante una vacanza a Finale Ligure, rimase senza soldi. Allora s’inventò questo lavoro per poter restare ancora qualche giorno al mare. Poi lo portò anche a Torino. Da allora è diventato un’icona della città. Conosce tutti e tutti lo conoscono. Sopravvivere è un’arte. La rabbia un fardello. “A volte un sorriso ti salva la vita” (cit.) “Sai dove si allenava Gesù bambino?” “No” “In Palestrina” Read more!
#183
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Tre modelle per gioco e per passione. “Farsi fotografare è un po’ come recitare. S’interpreta un ruolo. E, alla fine, si scopre un pezzo della propria anima attraverso gli occhi degli altri” Read more!
#182
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Un sorriso buono. Due occhi attenti. Tre nipoti che vivono lontano. Una coperta usurata. Due cartoni umidi. Tre monete dentro un bicchiere. Un’immagine. Due parole. Tre persone. Noi. *********** One sweet smile. Two intelligent eyes. Three faraway grandchildren. One old blanket. Two humid cardboards. Three pennies in a glas. One photo. Two words. Three people, us. Read more!
#181
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“Quand’eri piccola cosa volevi fare da grande?” “Boh, non mi ricordo, niente di specifico” “E quando te lo chiedevano cosa rispondevi?” “Dicevo sempre lavori diversi. Avevo molta fantasia” “E se te lo chiedessi adesso? Cosa vorresti fare da grande?” “Non l’ho ancora capito. Mi piacerebbe trasformare in un lavoro ciò che mi diverte di più” “Ossia?” “Il teatro. E anche organizzare gite con gli amici” “Bene, sparala grossa, punta in alto, inventati il lavoro dei tuoi sogni, non ti trattenere!” “Posso?” “Vai!” “La PR teatrale!” Read more!
#180
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“Sono venuto a Torino per l’università e qua sono rimasto” “Una differenza tra nord e sud?” “Forse non è la più importante, ma la prima che mi viene in mente riguarda la generosità. Non che al nord la gente non sia generosa, ma ci sono abitudini diverse. Da noi chi organizza offre: se t’invito in pizzeria per il mio compleanno è scontato che poi paghi io, mentre qua non è sempre così. Ero in città da poco, quando venni invitato 3 volte a mangiare al ristorante, due lauree e un compleanno nel giro di pochi giorni. Tutte e tre le volte, al momento del conto, si fece ‘alla romana’. Grazie a quell’esperienza imparai in fretta a selezionare, a non accettare tutti gli inviti. Non per fare il figo ma per riuscire ad arrivare a fine mese!” Read more!
#179
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“Sono padre da un anno e mezzo. La nascita di un bambino è ‘una bella botta’. E’ come se ti buttassero una fialetta puzzolente in casa. No, aspetta, fialetta puzzolente è proprio brutto, non lo scrivere. Una bomba. Ecco, è come se ti buttassero una bomba in salotto. Cambiano i rapporti, gli spazi e anche i tempi. Ci vuole un po’ per ritrovare i nuovi equilibri ma, una volta che l’hai fatto, ti rendi conto che non torneresti mai indietro” Read more!
#178
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“Raccontami un momento della tua vita che ricordi con grande soddisfazione” “Quando il mio ex, dopo undici anni di convivenza, mi lasciò chiedendomi metà dei soldi spesi per il mobilio. Per inciso, avevo comprato quasi tutto io. Io non mi sono scomposta, mi sono data un paio di giorni per pensarci, e ho messo giù un elenco di tutte le ore di cucina, lavanderia, stiraggio che avevo fatto in quegli anni. Tirate le somme, gli ho presentato il conto chiedendogli -secondo te chi è che deve dei soldi a chi?- Lui ha avuto la decenza di tacere e di non chiedermi più niente” Read more!
#177
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“Fare volontariato toglie ore di sonno ma dà in cambio molto di più. Spesso le persone che ci chiamano non stanno male fisicamente. Ce ne accorgiamo in fretta. Hanno solo bisogno di parlare, di avere attenzioni. Si tratta soprattutto di anziani o di persone in difficoltà, in stato di abbandono. La solitudine è il dolore più grande per tutti” Read more!
#176
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“Ho deciso che sarei diventata medico quando avevo solo 3 anni. Venni ricoverata d’urgenza con un attacco di peritonite acuta. Ero molto piccola, ma percepii immediatamente la gravità della situazione. Una volta guarita decisi che da grande avrei fatto il dottore, che anch’io avrei salvato gli altri. Volevo ricambiare il dono ricevuto. Lo voglio ancora. Credo che sia molto importante farlo: quando si riceve qualcosa di prezioso bisognerebbe sempre trasmetterlo a qualcun altro, come un domino.” Read more!
#175
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“Lo sai ched’è la bolla di sapone? L’astuccio trasparente d’un sospiro.” (Trilussa) Read more!
#174
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Due inglesi e una spagnola. Tre studenti Erasmus a Milano. Una gita a Torino. “Avete appena trovato la lampada di Aladino, esprimete un desiderio a testa” “Viaggiare per tutto il mondo” “Soldi. Non tanti, ma abbastanza per smettere di avere pensieri” “Portare questi fantastici musicisti di strada(*) a Milano” (*) erano gli Accordi Disaccordi ****************** Three Erasmus students from Milan. Two are English. One is Spanish. “You found Aladin’s lamp: make a wish! One for each” “I wish to travel all around the world” “… to have money. Not too much. Enough” “… to bring these musicians (*) in Milan” (*) Accordi Disaccordi Read more!
#173
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Just the woman I am. Evento a sostegno della ricerca universitaria sul cancro. “Sono qua perché mi ha invitata un’amica. Mi sembra un ottimo modo per dare il mio contributo, fare un poco di movimento, e stare con altre donne. Noi, anche sul lavoro, dovremmo imparare a fare più lavoro di squadra. Meno invidie e più collaborazione” Read more!
#172
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Just the woman I am. Evento a sostegno della ricerca universitaria sul cancro. “Oggi ci festeggiamo. E questa camminata è un ottimo modo per farlo” “Dobbiamo celebrare e proteggere i diritti che abbiamo acquisito” “Mia madre è la donna della mia vita. Se non avesse dovuto lavorare sarebbe qua con me. Ma c’è, comunque, col cuore” Read more!
#171
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“Ciao, scusa, noi siamo di Humans-Torino. Una pagina facebook. Andiamo in giro a fotografare ed intervistare le persone. Facciamo una specie di mappatura umana della città. Ti andrebbe di dedicarci cinque minuti?” “What? I don’t speak italian very well” “Ok…would you mind answering a few questions? A little interview and some photos” “Ok” “Perfect! Where are you from?” “America” “USA?” “Yes” “Where in USA?” “California” “Why are you here?” “To study business” “To study business? Here? That’s a strange choice” “It’s a student exchange program” “Ok, I understand. How is going this experience?” “Very good! This is my first time in Europe. It’s like a dream!” “And what do you think about Turin?” “I love it! It’s a wonderful city” “I’m happy to hear that. Could I ask you where are you going with this bottle of wine?” “Sure, I’m going to a party!… oh, I’m sorry, this is my station” “Ok, the last question: where are you from? What’s your city?” “San Francisco” “Wow! Your city is wonderful too!” “Thank you very much! Bye” “Bye and thank you”(*) ****************************** (*)”Cosa? Io non parlo italiano molto bene” “Ok, ti dispiacerebbe rispondere a qualche domanda? Solo una piccola intervista e qualche […] Read more!
#170
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“Se non avessi fatto il medico cosa avresti fatto?” “Il medico” “Sì, ma se non lo avessi fatto?” “Il medico” “Se non fossi riuscita ad entrare a medicina? ” “Il medico” “Se la professione medica fosse sparita dalla faccia della terra?” “Il medico” “E vabbe però…” ******************* The doctor. “If you had a second life what would you be?” “A doctor” “Ok, but a different life…” “A doctor” “If you hadn’t been admitted to med school?” “…a doctor” “If the medical profession werw to disappear from the face of the Earth?” “A doctor” “I give up!” Read more!
#169
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“Se non avessi fatto il medico avrei fatto il giornalista. Mi sono sempre piaciute le materie umanistiche. Alla fine ho scelto la scienza più ‘umana’ di tutte, no?” Read more!
#168
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“Com’è la vita di un artista di strada?” “Non è poi così diversa da quella degli altri. Certo, non mi sveglio alle 7 per andare in ufficio ma, come qualsiasi artista, ho periodi in cui lavoro di più e periodi in cui lavoro di meno. E, quando non ho da fare, sto attaccato al computer delle ore nella ricerca di nuove opportunità e progetti. Per il resto sono molto ‘normale’. Ho una compagna da 12 anni. Un cane da 7. E un figlio da 8 settimane” “Auguri!” Read more!
#167
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E Bonzo suonò. “Chiamatemi Ismaele. Alcuni anni fa – non importa quanti esattamente – avendo pochi o punti denari in tasca e nulla di particolare che m’interessasse a terra, pensai di darmi alla navigazione e vedere la parte acquea del mondo.” (H. Melville, Moby Dick) ******************* And Bonzo played. “Call me Ishmael. Some years ago- never mind how long precisely- having little or no money in my purse, and nothing particular to interest me on shore, I thought I would sail about a little and see the watery part of the world.” (H. Melville, Moby Dick) Read more!
#166
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L’altra gemella. “La nostra famiglia è composta da mamma, papà, noi due e una sorella più piccola. I nostri genitori hanno un teatro di burattini. E noi li aiutiamo. Io faccio la macchinista e mia sorella il tecnico luci. Spesso collabora anche la più piccola. E’ bellissimo. Ultimamente, ad esempio, abbiamo preparato un intero spettacolo fin dall’inizio. Abbiamo persino costruito i burattini con mia madre. E’ stato magnifico dare vita a qualcosa partendo dalle basi e lavorando tutti assieme. Un’esperienza ricca di soddisfazione e gioia” Read more!
#165
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“Sei molto giovane, cosa studi?” “Faccio il liceo artistico. Audiovisivi e multimedialità. Ho scelto questo settore perché mi hanno sempre interessato il cinema e la fotografia. Soprattutto la fotografia. Ho ancora molto tempo per decidere cosa fare da grande. Ma mi piacerebbe un futuro d’immagini e momenti fermati. In giro, in giro per il mondo. Per ora, in realtà, non ho neanche una macchina fotografica all’altezza. E’ buona ma non abbastanza. Per la gita di oggi mi sono fatta prestare quella di un’amica” “Ah, non sei di Torino?” “No, sono di Parma. Sono qua con la mia gemella” “Davvero? Allora intervistiamo anche lei!” Read more!
#164
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“Sono nato a Belluno, ma mi sono trasferito con tutta la famiglia quando avevo solo tre anni. A Torino sono cresciuto, ho studiato, amato e lavorato. Ma ho mantenuto un rapporto costante con la mia terra d’origine e soprattutto con i parenti rimasti là. Però il tempo passa. Ed è passata una vita intera. Molti se ne sono andati. Altri sono sparsi per il mondo. Ed io, ormai, in Veneto ci torno molto meno spesso. Ma certi legami rimangono. Per sempre. I legami con la terra, con le montagne. Le Dolomiti. Dalle forme e i colori unici.” Read more!
#163
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“Io sono di Cagliari, lui di Benevento. Ci siamo conosciuti due anni fa in Erasmus. In Inghilterra. Giravamo nello stesso gruppo, avevamo gli stessi amici. A poco a poco ci siamo avvicinati e poi innamorati. Un rapporto a distanza è difficile, ci si vede così poco. Ma c’è il vantaggio di poter trasformare ogni incontro in un’occasione di viaggio: oggi siamo a Torino, la prossima volta chissà” ***************************************** “I’m from Cagliari. He’s from Benevento. We met each other during our Erasmus in England. It was two years ago. At the beginning we were only friends, but step by step we fell deeply. A long-distance relationship is not easy. But there is a very good side: every meeting is an opportunity to travel. Today we met in Turin, but next time? Who knows?” Read more!
#162
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Un lavoro in un negozio pieno di colori e idee. Un cuore pieno di musica. “Il primo strumento che ho suonato è stato il flauto dolce, alle medie, come tutti. Mi piaceva ma non pensavo di essere particolarmente brava. Anni dopo, ho conosciuto il mio primo fidanzato, un musicista. Ho deciso di provare ad accompagnarlo ad orecchio. Senza difficoltà. In maniera naturale. Ed è stato in quel momento che ho capito di essere portata. Fino ad allora ero convinta che tutti fossero in grado di riprodurre ciò che sentivano. Dal flauto dolce sono passata al sassofono, poi il flauto traverso ed ora il mio nuovo amore è il clarinetto. Mi piace suonare in pubblico ma, più di ogni altra cosa, mi piace suonare per strada. Andiamo in giro una mia amica fisarmonicista ed io. E’ un’emozione speciale. La gente si ferma solo se rimane colpita da ciò che sente, solo se le stai regalando davvero qualcosa.” Read more!
#161
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“Il tempo passato assieme non è mai troppo” “Time together is never enough” Read more!
#160
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L’eterna rivalità. “Vivo a Milano ed è la prima volta che vengo a Torino. Non pensavo fosse così. Così bella, elegante, non caotica. Molto meglio di Milano” Uno a zero. Palla al centro. ******************** The eternal rivalry. “I live in Milan. Today is my first time in Turin. I’m very surprised: this city is so beautiful, charming, not chaotic. I prefer Turin than Milan” Turin 1- Milan 0 Read more!
#159
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“Sono venuto qui a correre, muovermi, svuotare la mente” “Sono un operatore sociale. Il mio è un lavoro stressante, non riconosciuto, dove la fatica spesso non viene ripagata. Ciò non toglie che non lo cambierei per nulla al mondo” “Ho dei figli ed è proprio per loro che ho scelto di fare questo mestiere. Per dare un esempio emotivo, d’amore” Read more!
#158
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Metti due romagnoli a Torino. “Siamo rimasti colpiti dai torinesi. Ci aspettavamo persone chiuse e fredde e, invece, per ora abbiamo incontrato solo gente cordiale e disponibile” “Che bello sentirvelo dire, ma parliamo un po’ di voi. Ditemi un pregio e un difetto dell’altro” “Lui è molto paziente ma chiacchiera troppo” “Lei è accondiscendente ma dà un po’ i cicchetti” “I che?” “I cicchetti: mi sgrida” “Ah, ok. E come vi vedete tra un anno?” “Finalmente assieme nella casa che stiamo restaurando. Un rustico classico, con tanti animali” “Cani e gatti?” “No, galline e asini” Read more!
#157
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“Ho un gemello. In realtà, essendo maschio e femmina, siamo eterozigoti. Insomma, siamo fratelli normali più che gemelli. Il nostro rapporto è cresciuto con noi. Ora siamo più uniti di quanto lo fossimo da piccoli. Lui vive a Vercelli, la stessa città dove stanno i nostri genitori. Io invece qui a Torino. Lo chiamo tutti i giorni per capire se mamma e papà hanno bisogno di qualcosa, se posso rendermi utile. Ormai abbiamo un’età in cui il rapporto genitori-figli comincia a invertirsi. Siamo noi che ci preoccupiamo per loro e non viceversa.” Read more!
#156
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“Siamo amiche da qualche anno” “Come vi siete conosciute?” “I nostri ex erano amici tra loro” Gli uomini vanno, le amiche restano. *********************************** “We’re friends for a few years” “How did you meet?” “Our old boyfriends were friends” Men come and go, friends remain. Read more!
#155
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Ci siamo arrampicati fin lassù per lui. “Mi sono rifugiato in questo angolo del giardino per cercare l’ispirazione, per sbloccare la mia creatività. Nasco come musicista, ma ora faccio soprattutto il compositore per il cinema. La mia storia con la musica è iniziata a 7 anni, quando mio padre, grande appassionato, decise di studiare violino. Ed io con lui. Un paio di anni dopo dallo strumento cominciò ad uscire un suono piacevole. Per il violino è un tempo relativamente breve. Evidentemente ero portato. Da quel momento ho fatto della musica la mia passione e la mia vita. Ho suonato e composto per il teatro. Poi, un giorno, in un bar in Germania ho incontrato un regista svizzero, ci siamo raccontati e ha preso vita la nostra collaborazione. Per il futuro vorrei riprendere ad esibirmi dal vivo, continuare a comporre, e dare il mio contributo nel sociale, organizzando laboratori musicali per ragazzi” E abbiamo fatto bene. Read more!
#154
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“Con una giornata così come si può restare a casa? Ho visto il sole, ho indossato le cuffie, e sono scesa a passeggiare lungo il Po. Guarda che posto pazzesco! Vivo in questa città da sempre, conosco questi paesaggi come le mie tasche ma mi affascinano ogni volta. E’ una magia! Quelli che vivono altrove, poveracci, neanche se ne rendono conto. Torino è il posto migliore al mondo dove stare. Non amo allo stesso modo nessun altro luogo, come potrei?” Read more!
#153
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Tanto belli quanto giovani. “Stiamo assieme da due anni. Ci siamo conosciuti grazie a degli amici comuni” “E’ stato un colpo di fulmine?” chiedo io. “Per me sì” risponde lei. “Mpfmpf” bofonchia lui. ************************* Young and beautiful. “We are together since two years. We met through mutual friends” “Was it love at first sight?” I ask. “Yes” she says. “…” he says. Read more!
#152
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“Cosa fai nella vita?” “Il cuoco” “Quando è nata questa tua passione per la cucina?” “Passione?” “Sì, passione. Di solito i cuochi amano quello che fanno. E’ un lavoro che si sceglie” “Sì, certo, ma…” “Ma?” “Posso parlare di un’altra mia passione?” “Certo e qual è?” “La meditazione. L’ho scoperta da qualche anno. Faccio meditazione dinamica. Mi ritaglio questo spazio un’ora al giorno” “Quali sono i benefici?” “Mi cambia la giornata. Mi calma. Mi aiuta ad affrontare i problemi che si presentano con il giusto equilibrio e controllo” “Mi risulta che le cucine dei ristoranti siano luoghi di grandi conflitti e stress” “Appunto” Read more!
#151
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Un suggerimento a un futuro padre: “Non stravolgere la tua vita e non cambiare te stesso” *************************** An advice for a new dad? “Do not change completely your lifestyle or yourself” Read more!
#150
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“Faccio l’impiegata ma disegno fumetti fin da piccola” “Hai mai pensato di farne un mestiere?” “No, mai seriamente. Per decidere d’intraprendere una strada di questo tipo bisogna avere una passione molto grande. Come quella di mio padre” “Tuo padre?” “Sì, è uno scultore. Lui vive per la sua arte, non avrebbe potuto fare altro” “E com’è crescere con un papà scultore?” “Beh, insomma, gli artisti in generale non sono le persone più adatte per fare i genitori. Sono troppo incentrati su loro stessi. E’ difficile che abbiano il tempo e lo spazio per altro. Mia madre è stata fondamentale per mantenere l’equilibrio familiare. Ci ha tenuto tutti vicini. Alla fine ho avuto un’infanzia abbastanza regolare ma immersa nella bellezza, nell’arte e nella passione” Read more!
#149
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“Sono una tea taster” L’orecchio dimentica il rumore della città. L’occhio si perde tra latta e ceramica. La mano accarezza il legno degli scaffali. La bocca assapora cioccolatini come piccoli capolavori. Ma l’olfatto domina sul gusto. “L’odore di alcuni tipi di tè bevuti per la prima volta ancora mi accompagna. E’ l’odore della scoperta.” ****************** “I’m a tea taster” To listen: no noises from the city. To look: ceramic and tin. To touch: wood shelves. To enjoy: chocolates. But smell wins. “The smell of the discovery” Read more!
#148
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“Ci siamo incontrati ad una festa di Capodanno. In realtà ci eravamo conosciuti già 4 o 5 anni prima. Avevamo molti amici in comune, ci eravamo incrociati spesso, ma praticamente mai parlati. Poi, quel Capodanno, è scattato una specie di colpo di fulmine in ritardo. E abbiamo passato tutta la serata assieme. Il nostro amore e la nostra collaborazione artistica sono nati praticamente in contemporanea. Lei ha sempre recitato ma voleva cantare. Io ho sempre suonato. Ci è sembrato naturale provare a fare qualcosa assieme. Condividere il mondo artistico è una palestra di vita. Ci porta a confronti continui ma intensifica il nostro rapporto. Avere in comune un’attività artistica accelera e approfondisce i legami, sia in amicizia che in amore” Read more!
#147
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“Sana e veloce. Anche meglio dei mezzi pubblici” “Good and fast. Even better than public transport” Read more!
#146
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Un consiglio all’umanità: “Se non si può avere niente di più, è importante non avere niente di meno” ******************** Advice for humanity: “If you can’t get anything more, then sure don’t settle for anything less.” Read more!
#145
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Lui ha intervistato noi. Noi abbiamo intervistato lui. “Fino a due anni fa suonavo pianoforte, tastiere, e sintetizzatore. Poi ho smesso ufficialmente e ho celebrato questa scelta facendo una grande festa con gli amici di una vita. Ho smesso perché ormai ero vecchio. Era tempo di lasciare spazio ai più giovani. Ho lasciato spazio e li aiuto come posso. Con la radio, insegnando, facendo l’arrangiatore, ed il tecnico audio. Spesso i gruppi rock emergenti vengono da me e io faccio le tastiere per loro. Insomma, non suono più, ma sono ancora dappertutto. Vivo ancora di musica. Del resto ho cominciato a suonare a soli 5 anni. Ereditai la tastiera Bontempi dal vicino di casa dei miei nonni. Lui era poco più grande di me, e riceveva prima tutti i giocattoli più fighi. Una volta gli regalarono la tastiera, ma lui non la considerò minimamente, così la passarono a me e io, invece, impazzii. Iniziai subito a suonare le prime melodie. Volevo comporre ninna nanne per la mia cuginetta più piccola. Non ci sono mai riuscito. Non sono mai riuscito a farla addormentare! Poi, crescendo, prima ancora di studiare pianoforte, sono passato all’organo liturgico. Sul serio! Una condanna: mi è toccato […] Read more!
#144
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Accarezzami musica scorri su me come acqua d’argilla, scorri sulla mia bianca pietà: io sono innamorata di un aedo, sono innamorata del cosmo tutto, sono piena d’amore sono l’ape regina col ventre gonfio dei due golfi perfetti, dolcissimo chiaro preludio a una polluzione d’amore. L’uomo scorre sulle mie bianche viscere non s’innamora mai perché sono accademia di poesia. (Ape Regina, Alda Merini) “Un dialogo tra arti diverse” “Un lavoro onesto. Non artificioso” “Nessuna banalità ma un’identità nuova” “Amore. Pazzia. Ricerca corporea. Dalla poetessa, passando attraverso di noi, fino ad arrivare alla donna in generale” “A genuine play. Not forced” “No platitudes but a new identity” “A conversation between different performing arts” “Love. Insanity. Corporeal study. From the poet, through us,up to every woman” Read more!
#143
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Modella all’Accademia delle Belle Arti. Ma anche psicologa. “E se fossi costretta a scegliere?” “Sarei disperata. Amo entrambi i miei lavori. Sto all’Accademia da 12 anni: è la mia casa, la mia famiglia. Con la psicologia, invece, cerco di aiutare gli altri: la cosa più bella del mondo, no? Quando riesce, ovviamente” Model at Arts Academy. And psychologist. “If you had to choose?” “I would be in despair. I love them both. I work at the Academy for 12 years: it’s my home, my family. Psychology gives me the opportunity to help the others. This is the best mission in the world. Don’t you think?” Read more!