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“Dopo le superiori non avevo ancora chiaro cosa volessi fare nella vita. L’unica certezza era la mia passione per lo studio: volevo scegliere un percorso che mi tenesse impegnata tutto il giorno, che mi assorbisse completamente. Qualcosa tipo un collegio o giù di lì.
Qualcuno mi consigliò di provare con le accademie teatrali e l’idea mi sembrò subito affascinante.
Scelsi quella di Paolo Grassi, perché era l’unica il cui bando fosse ancora aperto.
Così cercai un insegnante di dizione e mi preparai per il provino.
Non avevo mai recitato in vita mia. Ma, contro ogni previsione, venni presa.
Non credo che gli esaminatori abbiano visto in me chissà quale gran talento. Probabilmente mi hanno considerata come tela bianca da dipingere o morbida creta da plasmare. Non avevo vizi, limiti, il mio essere totalmente digiuna di tecnica venne ritenuto un vantaggio.
Da quel tempo sono passati molti anni, ora faccio l’attrice di professione e il teatro è la mia più grande passione. Mi sono innamorata dei testi da rappresentare ancora di più che dello stare sul palco.
Ognuno ha il proprio percorso. Il mio, finora, è stato più originale di altri.”

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